Aggiornato alla Legge di Bilancio 2026 — Tutte le novità fiscali per i forfettari

Uscita dal Regime Forfettario: Guida Completa

Tutto quello che succede quando perdi i requisiti o scegli di uscire dal forfettario: conseguenze fiscali, adempimenti, passaggio all'ordinario e come rientrare.

Le tre modalità di uscita

L'uscita dal regime forfettario può avvenire in tre modi diversi, ciascuno con conseguenze e tempistiche specifiche:

1. Uscita volontaria

Puoi decidere di abbandonare il forfettario e passare al regime ordinario in qualsiasi momento, con effetto dal 1° gennaio dell'anno successivo. Non serve una comunicazione specifica: basta adottare il comportamento contabile del regime ordinario (applicare IVA, tenere i registri, ecc.) e indicarlo nella dichiarazione dei redditi.

L'uscita volontaria ha senso quando ti rendi conto che il regime ordinario è più conveniente per la tua situazione — tipicamente perché i tuoi costi reali superano quelli presunti dal coefficiente, o perché hai detrazioni IRPEF importanti che stai perdendo.

2. Uscita per perdita dei requisiti (dall'anno successivo)

Se durante l'anno perdi uno dei requisiti di accesso — ad esempio superi gli 85.000€ di ricavi rimanendo sotto i 100.000€ — esci dal forfettario dal 1° gennaio dell'anno successivo. Per tutto l'anno in corso, continui ad applicare il regime forfettario normalmente.

Requisito persoUscita dalCosa fare
Ricavi tra 85.001€ e 100.000€1° gennaio anno succ.Chiudere l'anno in forfettario, poi passare all'ordinario
Spese personale > 20.000€1° gennaio anno succ.Idem
Reddito dipendente > 35.000€1° gennaio anno succ.Idem
Partecipazione in società di persone1° gennaio anno succ.Idem (o cessione della partecipazione)
Controllo SRL con attività affine1° gennaio anno succ.Idem (o cessione del controllo)

3. Uscita immediata per superamento dei 100.000€ (clausola anti-elusione)

Questa è la situazione più critica e complessa. Se durante l'anno i tuoi ricavi superano i 100.000€, l'uscita dal forfettario è immediata, con effetto dalla fattura che ha causato lo sforamento. Questo significa:

  • Da quel momento devi applicare l'IVA su tutte le fatture successive
  • Sulla fattura che ha causato lo sforamento stesso, devi integrare l'IVA
  • L'intero anno viene tassato con il regime ordinario (IRPEF a scaglioni, addizionali, IRAP)
  • Devi adeguare retroattivamente la contabilità, tenendo i registri obbligatori
  • Devi emettere note di variazione per le fatture già emesse senza IVA e riemetterle con IVA (o emettere note di debito per la sola IVA)
Scenario concreto: hai fatturato 92.000€ fino a novembre. A dicembre incassi una fattura da 12.000€, portando il totale a 104.000€. L'uscita è immediata: devi applicare l'IVA sulla fattura da 12.000€ e ricalcolare l'intero anno in regime ordinario. Tutte le fatture da gennaio a novembre, emesse senza IVA, devono essere "corrette" con note di variazione. È un incubo burocratico e finanziario.

Conseguenze fiscali del passaggio all'ordinario

IVA: dalla non applicazione all'applicazione

Il cambiamento più immediato e visibile è l'obbligo di applicare l'IVA. Questo ha diverse implicazioni:

  • Prezzi ai privati: se fatturi a privati, i tuoi prezzi effettivi aumentano del 22%. Un servizio che costava 1.000€ ora costa 1.220€. Devi decidere se assorbire l'IVA (riducendo il tuo margine) o trasferirla al cliente (rischiando di perderlo)
  • Detrazione IVA sugli acquisti: finalmente puoi detrarre l'IVA pagata su acquisti e forniture. Per chi ha molti costi, questo può parzialmente compensare l'impatto
  • Rettifica IVA: per i beni strumentali acquistati durante il periodo forfettario che sono ancora in uso, puoi effettuare una rettifica dell'IVA a tuo favore (se i beni sono stati acquistati nei 5 anni precedenti, 10 per gli immobili)

IRPEF a scaglioni al posto della flat tax

L'imposta sostitutiva del 15% (o 5%) viene sostituita dall'IRPEF a scaglioni progressivi. Per il 2026: 23% fino a 28.000€, 35% da 28.001 a 50.000€, 43% oltre 50.000€. A queste si aggiungono le addizionali regionali e comunali. L'aumento del carico fiscale può essere significativo, soprattutto per redditi medi e alti.

Deduzione dei costi reali

Il passaggio all'ordinario porta però un vantaggio importante: puoi finalmente dedurre tutti i costi effettivi dell'attività. Per chi ha costi elevati (artigiani, commercianti con magazzino, professionisti con studio avviato), questo può compensare in parte l'aumento dell'aliquota. È il momento di raccogliere tutte le fatture di acquisto e organizzare la contabilità dei costi.

Recupero delle detrazioni IRPEF

Nel regime ordinario recuperi il diritto a tutte le detrazioni IRPEF: spese mediche, interessi mutuo, ristrutturazioni, bonus mobili, spese per figli. Se hai detrazioni importanti "congelate" durante il periodo forfettario, il passaggio all'ordinario le sblocca.

Adempimenti pratici per il passaggio

  1. Registri contabili: devi iniziare a tenere il libro giornale, i registri IVA acquisti e vendite, il registro dei beni ammortizzabili. Il tuo commercialista o software gestionale li attiverà
  2. Fatturazione: le fatture devono ora includere IVA (tipicamente 22%), ritenuta d'acconto (se applicabile), e tutti i campi previsti per il regime ordinario (non più RF19 ma RF01)
  3. Dichiarazione IVA: devi presentare la dichiarazione IVA annuale e effettuare le liquidazioni IVA periodiche (trimestrali o mensili)
  4. ISA: sei soggetto agli Indici Sintetici di Affidabilità (ex studi di settore)
  5. Comunicazione: non serve una comunicazione formale all'Agenzia delle Entrate per il passaggio di regime. Basta adottare il comportamento contabile ordinario e indicarlo in dichiarazione

Rientro nel forfettario: è possibile?

Sì, il rientro nel regime forfettario è possibile e non prevede un "periodo di attesa" obbligatorio di più anni. In concreto:

  • Se sei uscito per scelta volontaria: puoi rientrare dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui rispetti nuovamente tutti i requisiti
  • Se sei uscito per perdita dei requisiti (es. ricavi tra 85.001€ e 100.000€): puoi rientrare dal 1° gennaio dell'anno in cui torni sotto gli 85.000€
  • Se sei uscito per superamento dei 100.000€: puoi rientrare dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui i ricavi tornano sotto gli 85.000€

In tutti i casi, al momento del rientro devi rispettare contemporaneamente tutti i requisiti previsti dall'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014.

Strategie per evitare l'uscita involontaria

Se sei vicino al limite degli 85.000€, ecco alcune strategie lecite per gestire la situazione:

Monitoraggio costante dei ricavi

Tieni un foglio di calcolo aggiornato in tempo reale con tutti gli incassi dell'anno. Molti software di fatturazione offrono dashboard con il totale dei ricavi e una barra di avanzamento verso il limite degli 85.000€.

Gestione del timing degli incassi

Il regime forfettario si basa sul principio di cassa. Se a novembre sei vicino al limite, puoi concordare con i clienti di posticipare i pagamenti a gennaio. Questo è perfettamente legale e non comporta alcun rischio, purché il pagamento effettivo avvenga nell'anno successivo.

Pianificazione degli investimenti

Se prevedi di avvicinarti al limite, potrebbe essere il momento di pianificare il passaggio all'ordinario in modo ordinato, piuttosto che rischiare un'uscita improvvisa. Un commercialista può aiutarti a valutare la convenienza di un passaggio volontario anticipato rispetto a un'uscita forzata.

Consiglio pratico: se i tuoi ricavi sono stabilmente sopra i 70.000€ e in crescita, inizia a pianificare il passaggio all'ordinario con almeno 6 mesi di anticipo. Un passaggio ordinato è molto meno stressante e costoso di un'uscita improvvisa per superamento dei 100.000€.

Domande frequenti sull'uscita

Se rientri nel forfettario prima che siano trascorsi i 5 anni dalla data di inizio attività, puoi continuare ad applicare l'aliquota del 5% per gli anni residui. L'uscita temporanea non azzera il conteggio dei 5 anni, ma "congela" il beneficio.
Solo nel caso di uscita immediata per superamento dei 100.000€. In quel caso, le fatture emesse senza IVA nel corso dell'anno devono essere rettificate. Per l'uscita dall'anno successivo, le fatture dell'anno in corso restano valide così come sono.
No, i beni acquistati durante il periodo forfettario non possono essere ammortizzati nel regime ordinario, perché il costo è stato già "assorbito" forfettariamente. Tuttavia, puoi effettuare una rettifica IVA a tuo favore se i beni hanno meno di 5 anni (10 per gli immobili) e hai pagato IVA all'acquisto.

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