Aggiornato alla Legge di Bilancio 2026 — Tutte le novità fiscali per i forfettari

Come Aprire la Partita IVA in Regime Forfettario

Guida passo passo dall'idea alla prima fattura: procedura burocratica, scelta del codice ATECO, iscrizione INPS, costi reali e gli errori che commettono i principianti.

Prima di iniziare: le decisioni fondamentali

Aprire una partita IVA forfettaria è tecnicamente semplice — la procedura in sé richiede pochi minuti. Ma prima di compilare i moduli, ci sono decisioni strategiche che influenzeranno la tua vita fiscale per anni. Prenderle con leggerezza è l'errore più comune dei neo-forfettari.

Decisione 1: il forfettario è davvero il regime giusto per te?

Non dare per scontato che il forfettario sia la scelta migliore solo perché "paghi meno tasse". Come spiegato nella nostra guida completa al regime forfettario, ci sono situazioni in cui il regime ordinario è più conveniente — in particolare se hai molti costi deducibili o detrazioni IRPEF importanti. Prima di procedere, fai una simulazione con il nostro calcolatore tasse e leggi il confronto forfettario vs ordinario.

Decisione 2: verifica i requisiti di accesso

Assicurati di rispettare tutti i requisiti per il regime forfettario. In particolare:

  • Non devi aver superato 85.000€ di ricavi nell'anno precedente (se hai già una P.IVA)
  • Se sei anche lavoratore dipendente, il tuo reddito lordo non deve superare 35.000€
  • Non devi avere partecipazioni in società di persone o controllo di SRL con attività affine
  • Non devi fatturare prevalentemente al tuo attuale datore di lavoro o a un ex datore degli ultimi 2 anni

Decisione 3: la scelta del codice ATECO

Il codice ATECO è il codice alfanumerico che classifica la tua attività economica secondo la classificazione ISTAT. È una delle decisioni più importanti che prenderai, perché determina:

  • Il coefficiente di redditività (e quindi quante tasse paghi)
  • La gestione previdenziale (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti)
  • L'eventuale obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio
  • L'eventuale obbligo di iscrizione a un albo professionale

Scegliere il codice ATECO sbagliato può significare pagare centinaia o migliaia di euro in più di tasse ogni anno. Ad esempio, se sei un consulente informatico, potresti rientrare nel codice 62.01 (sviluppo software, coeff. 67%) o nel 62.02 (consulenza informatica, coeff. 67%) o nel 70.22 (consulenza imprenditoriale, coeff. 78%). La differenza tra il 67% e il 78% su ricavi di 50.000€ si traduce in circa 825€ in più di tasse all'anno.

Consiglio fondamentale: non scegliere il codice ATECO da solo consultando la tabella ISTAT. Chiedi a un commercialista esperto in forfettari di valutare quale codice è più corretto E più vantaggioso per la tua attività specifica. Il costo di una consulenza (50-150€) si ripaga in meno di un anno di risparmio fiscale.

La procedura passo per passo

Passo 1: richiedi il codice fiscale (se non ce l'hai)

Se sei un cittadino italiano o un residente con codice fiscale, puoi saltare questo passaggio. I cittadini stranieri residenti in Italia che non hanno ancora il codice fiscale devono richiederlo all'Agenzia delle Entrate.

Passo 2: compila il modello AA9/12

Il modello AA9/12 ("Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA") è il modulo ufficiale per aprire la partita IVA. Puoi compilarlo e presentarlo in tre modi:

Opzione A — Online tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate: accedi con SPID, CIE o credenziali Fisconline/Entratel. Vai nella sezione "Servizi" → "Partita IVA" → "Richiesta". Compili il modulo online e invii. Ricevi il numero di partita IVA immediatamente. È il metodo più veloce e comodo.

Opzione B — Di persona all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate: porta un documento d'identità valido e il codice fiscale. Un funzionario ti aiuterà a compilare il modello. Ricevi il numero di partita IVA in giornata. Utile se hai dubbi sulla compilazione.

Opzione C — Tramite il tuo commercialista: il professionista compila e invia il modello telematicamente per tuo conto. È l'opzione più sicura se vuoi evitare errori di compilazione. La maggior parte dei servizi di gestione fiscale online include l'apertura della P.IVA nel prezzo dell'abbonamento.

Cosa indicare nel modello AA9/12

I campi fondamentali da compilare correttamente sono:

  • Tipo di dichiarazione: "Inizio attività"
  • Dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, residenza
  • Codice ATECO: il codice dell'attività che andrai a svolgere (puoi indicarne fino a 3 se svolgi attività multiple)
  • Data di inizio attività: la data in cui inizierai effettivamente a operare (può essere la data di presentazione o una data futura)
  • Luogo di esercizio: l'indirizzo dove svolgi l'attività (può essere la tua residenza se lavori da casa)
  • Regime contabile: seleziona "Regime forfettario (L. 190/2014)"
  • Volume d'affari previsto: una stima dei ricavi del primo anno (indicativa, non vincolante)

Passo 3: iscrizione alla gestione previdenziale

L'iscrizione alla gestione INPS competente è obbligatoria e deve avvenire entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. La gestione dipende dal tipo di attività:

Tipo di attivitàGestione previdenzialeCome iscriversi
Professionista senza alboGestione Separata INPSOnline sul sito INPS (servizio "Iscrizione Gestione Separata")
Professionista con alboCassa professionale (Forense, Inarcassa, ecc.)Direttamente presso la cassa di appartenenza
ArtigianoGestione Artigiani INPSTramite ComUnica (insieme all'iscrizione CCIAA)
CommercianteGestione Commercianti INPSTramite ComUnica (insieme all'iscrizione CCIAA)

Passo 4: iscrizione alla Camera di Commercio (solo artigiani e commercianti)

Se svolgi un'attività artigianale o commerciale (non una libera professione), devi iscriverti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente. L'iscrizione avviene tramite la piattaforma ComUnica, che trasmette contemporaneamente la comunicazione a:

  • Camera di Commercio (Registro Imprese)
  • Agenzia delle Entrate (se non hai già aperto la P.IVA)
  • INPS (iscrizione alla gestione Artigiani o Commercianti)
  • INAIL (se previsto per la tua attività)

Il costo dell'iscrizione al Registro Imprese comprende il diritto di segreteria (circa 18€) e il diritto camerale annuale (circa 53€ per le ditte individuali con riduzione forfettaria).

Passo 5: attivazione della fatturazione elettronica

Prima di emettere la prima fattura, devi attivare un sistema per la fatturazione elettronica via SdI. Le opzioni sono il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, un software di fatturazione dedicato, o il software incluso nel servizio del tuo commercialista online. Consulta la nostra guida ai software di fatturazione per scegliere.

Passo 6: comunicazione del codice destinatario

Per ricevere le fatture elettroniche dai tuoi fornitori, devi comunicare il tuo codice destinatario SdI (un codice di 7 caratteri fornito dal tuo software di fatturazione) oppure il tuo indirizzo PEC. In alternativa, puoi accedere al portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate e registrare lì il tuo codice destinatario preferito.

Costi reali dell'apertura

VoceProfessionistaArtigiano/Commerciante
Apertura partita IVA (AdE)GratuitaGratuita
Iscrizione Camera di CommercioNon necessaria~€ 70
Diritto camerale annualeNon dovuto~€ 53/anno
PEC obbligatoria~€ 6-10/anno~€ 6-10/anno
Commercialista (per l'apertura)€ 0-300€ 100-400
Software fatturazione€ 0-100/anno€ 0-100/anno
Totale primo anno (stima)€ 6-410€ 229-633

Tempistiche: quanto ci vuole?

Aprire una partita IVA forfettaria è veloce:

  • Online da soli: 30-60 minuti per completare la procedura. Numero di P.IVA ricevuto in giornata (spesso in pochi minuti)
  • Tramite commercialista online: 1-3 giorni lavorativi (il tempo di raccogliere i tuoi dati e inoltrare le pratiche)
  • Di persona all'AdE: dipende dalla coda all'ufficio, ma la procedura in sé dura 15-20 minuti
  • Con ComUnica (artigiani/commercianti): la pratica viene evasa in 5-7 giorni lavorativi, ma puoi iniziare a operare dalla data di inizio attività dichiarata

Gli errori più comuni nell'apertura

1. Codice ATECO sbagliato

L'errore più frequente e più costoso. Un codice ATECO errato significa coefficiente di redditività sbagliato, gestione previdenziale sbagliata, e potenzialmente contestazioni dall'Agenzia delle Entrate. Se hai dubbi, consulta un professionista PRIMA di aprire.

2. Non richiedere subito la riduzione INPS del 35%

Se sei un artigiano o commerciante, la riduzione del 35% va richiesta tempestivamente. Se dimentichi la domanda, paghi i contributi pieni per tutto l'anno. La domanda va fatta entro il 28 febbraio (o entro l'anno per le nuove attività).

3. Non considerare l'aliquota startup del 5%

Se hai diritto all'aliquota ridotta del 5% per i primi 5 anni, assicurati che il tuo commercialista la applichi correttamente. Devi verificare di non aver esercitato attività nei 3 anni precedenti e che la nuova attività non sia "mera prosecuzione" di una precedente.

4. Non separare il conto personale da quello professionale

Anche se non è obbligatorio, mescolare le finanze personali con quelle professionali è una ricetta per il caos. Apri un conto dedicato fin dal primo giorno.

5. Non accantonare soldi per le tasse

Il primo anno di attività è insidioso: non paghi acconti (non avendo un anno di riferimento precedente), quindi il primo 30 giugno dovrai versare l'intero saldo dell'anno precedente più il primo acconto dell'anno in corso. Se non hai messo da parte il 35-40% degli incassi, ti troverai in difficoltà. Consulta le scadenze fiscali per pianificare i versamenti.

6. Non attivare la fatturazione elettronica prima di emettere la prima fattura

Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti. Attiva il tuo software PRIMA di iniziare a lavorare, non dopo aver già emesso fatture cartacee o in PDF.

Dopo l'apertura: i primi passi

Una volta aperta la partita IVA, i primi adempimenti sono:

  1. Configurare il software di fatturazione con i dati corretti (codice fiscale, P.IVA, regime RF19, natura N2.2)
  2. Comunicare ai clienti il tuo numero di P.IVA e il codice destinatario SdI
  3. Impostare un sistema per accantonare il 35-40% di ogni incasso
  4. Segnarsi le scadenze fiscali nel calendario
  5. Se artigiano/commerciante: valutare e richiedere la riduzione INPS del 35%

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