Aggiornato alla Legge di Bilancio 2026 — Tutte le novità fiscali per i forfettari

Cessioni e acquisti intracomunitari nel regime forfettario

Il forfettario che lavora con l'estero segue regole tutte sue: alcune operazioni sono «interne» per legge, altre gli fanno pagare un'IVA che non potrà mai detrarre. La mappa completa, aggiornata alle regole in vigore.

Avvertenza: queste informazioni sono di natura divulgativa e aggiornate alla normativa vigente. Non sostituiscono la consulenza personalizzata di un commercialista o di un consulente fiscale abilitato. Le aliquote, i limiti e gli obblighi possono variare con le leggi di bilancio annuali — verifica sempre sulle fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS) prima di prendere decisioni.

La mappa delle operazioni UE

OperazioneTrattamentoAdempimenti
Cessione di beni a impresa UE (B2B)Operazione interna (art. 41, co. 2-bis, DL 331/1993): fattura senza IVA come a un cliente italianoNessun Intrastat, nessun VIES
Vendita a distanza a privato UE (B2C)Disciplina propria delle vendite a distanza (soglia UE 10.000€, eventuale OSS): vedi guida e-commerceDipende dal canale di vendita
Acquisto di beni UE sotto 10.000€/annoPaghi l'IVA del Paese del fornitore, come un privatoNessuno
Acquisto di beni UE sopra 10.000€ (o per opzione)Acquisto intracomunitario: integri la fattura con l'IVA italiana e la versi senza poterla detrarreVIES, integrazione TD18 via SdI, F24 entro il 16 del mese successivo (Intrastat acquisti solo oltre le soglie statistiche)
Servizio reso a soggetto passivo UEFuori campo IVA italiana (art. 7-ter DPR 633/1972): fattura con dicitura «inversione contabile»VIES
Servizio ricevuto da soggetto passivo UESei tu il debitore d'imposta: integri con l'IVA italiana e la versi, senza detrazioneVIES, integrazione TD17 via SdI, F24 entro il 16 del mese successivo

I tre punti che costano cari se ignorati

La soglia dei 10.000€ guarda due anni. Vale per gli acquisti di beni e si verifica sia sull'anno precedente sia su quello in corso: superata in corso d'anno, gli acquisti successivi diventano intracomunitari da subito.

L'IVA versata è un costo secco. Il forfettario integra la fattura del fornitore UE con l'aliquota italiana e versa con F24 entro il 16 del mese successivo, ma il regime esclude la detrazione: quell'IVA — l'aliquota italiana propria del bene o servizio, spesso il 22% — resta sul groppone. Nei conti di convenienza di un acquisto estero va messo in preventivo.

L'integrazione oggi passa dal Sistema di Interscambio. Con l'obbligo generalizzato di fattura elettronica i vecchi «esterometri» sono assorbiti dai tipi documento TD17 (servizi ricevuti) e TD18 (acquisti intracomunitari di beni), da trasmettere entro il 15 del mese successivo a quello di ricevimento del documento.

Prima di tutto: il VIES

Servizi UE in entrambe le direzioni e acquisti di beni sopra soglia presuppongono l'iscrizione al VIES — il dettaglio su quando e come è nella guida all'iscrizione al VIES. Se vendi online a privati europei, il quadro cambia ancora: vedi forfettario ed e-commerce.

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