A cura della Redazione di forfettari.it · Contenuti basati su fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS), citate in calce a ogni guida.
Questo strumento serve per la stima numerica. Per requisiti, differenze contabili, IVA e criteri di scelta leggi il confronto teorico tra forfettario e ordinario.
Avvertenza: queste informazioni sono di natura divulgativa e aggiornate alla normativa vigente. Non sostituiscono la consulenza personalizzata di un commercialista o di un consulente fiscale abilitato. Le aliquote, i limiti e gli obblighi possono variare con le leggi di bilancio annuali — verifica sempre sulle fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS) prima di prendere decisioni.
Come interpretare la fascia di pareggio
Il calcolo cerca la percentuale di costi reali alla quale i due netti stimati si incontrano. La espone come intervallo di mezzo punto percentuale, non come soglia certa: detrazioni, componenti di reddito diverse e regole previdenziali personali possono cambiare il risultato.
Domande frequenti sul confronto tra regimi
Che cosa confronta questo strumento?
Confronta il netto annuo stimato dopo gli stessi costi reali, i contributi e le imposte dei due regimi. Nel forfettario usa il coefficiente di redditività; nell’ordinario deduce i costi reali inseriti.
Perché il punto di pareggio è indicato come intervallo?
È una stima soggetta a scaglioni fiscali, regole contributive e dati personali non inclusi. Una fascia di mezzo punto percentuale evita di presentare come esatto un risultato che resta indicativo.
Come devo indicare le addizionali IRPEF?
Inserisci una percentuale complessiva per addizionale regionale e comunale. Il 2,0% iniziale è una media puramente indicativa: verifica il dato applicabile nella tua regione e nel tuo comune.
Il confronto include detrazioni, IVA e perdite?
No. Non include detrazioni personali o familiari, considera neutrale l’IVA nell’ordinario, non valorizza l’IVA indetraibile del forfettario e non gestisce eventuali perdite fiscali.